Menu1-1 Menu1-2 Menu1-3 Menu1-5 Menu1-6 Menu1-7 Menu1-8
 

 

 


Il portico, cui si accede dalla scala monumentale, è scandito da cinque arcate chiuse da cancellate. Fino all’Ottocento alle sue estremità si aprivano due porte inquadrate da colonne, ancora visibili ma oggi murate, che immettevano, rispettivamente, a sinistra nella “stanza del Sileno” (attuale sala VIII) e a destra nella “stanza del Vaso” (attuale sala I). Destinato fin dall’epoca della costruzione della Villa, voluta dal cardinale Scipione Borghese, all’esposizione di opere di scultura, venne riallestito alla fine del Settecento nell’ambito del rinnovamento promosso dal principe Marcantonio IV e attuato sotto la direzione dell’architetto Antonio Asprucci. Della decorazione tardosettecentesca si conservano ancora, oltre alle mensole dal ricco ornato a sostegno dei busti e all’iscrizione sopra la porta d’ingresso, inquadrata da un timpano sostenuto da colonne, i due bassorilievi raffiguranti Prometeo incatenato sul monte Caucaso (identificato come Tizio nel XVII secolo) posto sulla parete di fondo di sinistra, e, su quella opposta, la Leda con il cigno.
In occasione della mostra sono presentate in questo ambiente due delle quattro sculture che fin dall’epoca del cardinale Scipione erano simmetricamente esposte agli angoli del portico: la statua di Pan, proveniente dall’antica collezione del cardinale Pio da Carpi, e quella di Giove. La loro posizione, più avanzata rispetto a quella originale, permette di meglio apprezzare l’importanza che la statuaria posta all’esterno rivestiva nel contesto generale della Villa.
La riproduzione di un disegno di Charles Percier, che visitò la Villa alla fine del XVIII secolo, restituisce la suggestione della statua di Pan all’interno della decorazione originaria del portico.