Menu1-1 Menu1-2 Menu1-3 Menu1-5 Menu1-6 Menu1-7 Menu1-8
 

 

 


L’apparato decorativo del grande salone dalle proporzioni monumentali, realizzato tra il 1775 e il 1779 e quasi totalmente integro, riassume il progetto del principe Marcantonio IV Borghese di rievocare la magnificenza delle residenze imperiali. Il richiamo ai palazzi dei Cesari era ancora più evidente alla fine del Settecento, quando le quattro edicole poste al centro dei lati della sala erano supportate da otto magnifiche colonne di porfido, oggi al Museo del Louvre. Il rigore delle linee architettoniche convive in un singolare eclettismo con lo stile tardo barocco delle figure sui timpani, mentre allo stile neoraffaellesco, introdotto pochi decenni prima a Villa Albani, fanno riferimento le fasce decorate a grottesche da Pietro Rotati, animate dalla presenza di uccelli e animali resi con sorprendente naturalismo da Wenzel Peter e scandite da rilievi e cammei ispirati all’antico.

Di gusto ancora barocco è il grandioso affresco della volta dipinta da Mariano Rossi (1775-1779), idealmente sostenuta dai busti dei dodici cesari nelle nicchie delle pareti, acquistate nel 1607 dal cardinale Scipione Borghese dalla collezione Della Porta. Il tema della vittoria di Furio Camillo celebrava con orgoglio la discendenza della famiglia, allietata proprio nel 1775 dalla nascita del primogenito del principe Marco Antonio Borghese.

In occasione della mostra, sullo sfondo dei disegni tardo settecenteschi di Charles Percier, ritrovano idealmente la loro posizione le sei grandi sculture che ornavano le edicole laterali: a sinistra dell’ingresso le statue di Livia, Mercurio e Tiridate, simmetricamente affrontate a quelle raffiguranti un’Imperatrice come musa, lo splendido Ares Borghese e Pertinace.

Fanno ritorno nella sala anche i due celebri rilievi detti delle Offerenti e delle Danzatrici, opere celeberrime imitate e copiate dal rinascimento al XVIII secolo, che dal 1617 al 1807 costituirono l’ornamento, rispettivamente, della porta d’ingresso alla sala e di quella di accesso alla Galleria.

Al centro del salone è esposto uno dei capolavori della collezione: l’imponente Vaso Borghese, ricordato da Winckelmann e da Visconti come uno dei più bei vasi pervenuti dall’antichità. La sua posizione originale, al centro dell’attuale sala I o della Paolina, è oggi occupata dal capolavoro di Antonio Canova.